Audit Automazione · studi commercialisti

Nel vostro studio ci sono ore che nessuno ha mai contato.

Le conto io. Vi consegno una rilevazione che dice, processo per processo, quanto costano davvero — e quali si possono togliere di mezzo senza toccare il gestionale.

Tutto da remoto Due call da 45 minuti Rilevazione in 10 giorni

Il lavoro che non si fattura

Ogni studio ha tre o quattro attività che assorbono tempo senza produrre valore.

Sono quasi sempre le stesse. Nessuno le ha mai misurate, perché a un certo punto sono diventate parte del mestiere.

01

Documenti che arrivano in ogni formato

PDF dalla PEC, foto di scontrini, DDT via mail. Qualcuno li apre, li legge e li ribatte a mano nel gestionale. Tutti i giorni.

02

Il giro mensile per farsi mandare le carte

La richiesta, il primo sollecito, il secondo. Poi il controllo di chi ha risposto e chi no. Ogni mese, per ogni cliente.

03

Gli stessi dati, ribattuti in tre posti

Una scadenza che finisce nel gestionale, nel foglio di controllo e nella mail al cliente. Tre volte la stessa informazione, tre occasioni di sbagliarla.


Il conto, prima ancora di sentirci

Non vi do le statistiche di qualcun altro. Fate il vostro conto adesso.

Tre numeri che conoscete già. Il resto è aritmetica: 220 giorni lavorativi, costo orario pieno.

Costo orario pieno = retribuzione lorda + contributi + costi fissi della postazione, diviso le ore effettivamente lavorate. Nella maggior parte degli studi sta fra 22 e 38 €.

0€ all’anno

è quanto vi costa oggi quel lavoro, a bocce ferme.

Ore assorbite ogni anno0
Recuperabile, stima prudenziale0

La stima prudenziale è il 25–45% del totale: la parte che si automatizza senza toccare le decisioni professionali. Il vostro numero reale esce dalla rilevazione, non da questo cursore.

Quindici minuti al telefono o in videochiamata, come preferite. Se il vostro caso non regge l’audit, ve lo dico in call e non se ne fa niente.


Come funziona

Tutto da remoto. Non vi porto via una giornata di studio.

Vi chiedo in tutto un’ora e mezza del vostro tempo, spezzata in due call. Il lavoro pesante lo faccio io, fuori dal vostro orario.

Giorno 0 · 15 minuti

Una call breve, per capire se ha senso

Tre domande sullo studio. Se dai numeri l’audit non vi conviene ve lo dico subito: preferisco perdere un incarico che consegnare un documento inutile.

Giorno 1 · 45 minuti

Prima call: come lavorate davvero

In videochiamata, con chi il lavoro lo fa — non solo con il titolare. Condivisione schermo sui passaggi che descrivete. Nessun accesso ai vostri sistemi.

Giorni 2–4

Un questionario, compilato quando vi fa comodo

Dieci minuti a persona, dai vostri collaboratori. Serve a mettere i minuti sui processi: è la parte che rende i numeri vostri e non miei.

Giorno 6 · 45 minuti

Seconda call: verifica dei numeri

Vi rileggo la mappa prima di scriverla. Quello che non torna si corregge qui, non dopo la consegna.

Giorno 10

Consegna e mezz’ora di commento

Ricevete il documento in PDF e lo discutiamo insieme. Da quel momento è vostro, che decidiate di lavorare con me o no.

Nessun dato dei vostri clienti passa da me.

Durante la rilevazione non accedo ai vostri sistemi, non ricevo un solo nominativo e non apro un solo fascicolo. Parliamo di come lavorate, non di chi seguite. Il questionario chiede minuti e frequenze, mai contenuti.


Cosa vi resta in mano

Una rilevazione con i conti rifatti, non un preventivo travestito da analisi.

Ogni numero è ricostruibile: se leggete 340 ore all’anno, in nota trovate il calcolo da cui esce. Verificatelo, è il vostro mestiere.

  • La mappa dei processi ricorrenti — chi li fa, quante volte, quanti minuti, quanto costano in un anno.
  • I tre candidati all’automazione — come funzionano oggi, come funzionerebbero, e in quale punto resta il controllo di una persona.
  • Quello che non conviene automatizzare, e perché. È il capitolo che riduce il mio incarico, e c’è comunque.
  • Il trattamento dei dati — dove risiederebbero, chi vi accede, cosa resta tracciato, quale contratto regola il rapporto.
  • Una sequenza su dodici mesi, con tempi e investimento per ciascun intervento.

Costo

Un prezzo, scritto qui.

1.200 €+ IVA
  • Nessun impegno successivo. Il documento è vostro comunque: se decidete di applicarlo da soli, o con un altro fornitore, avete tutto quello che serve per farlo.
  • Se mi affidate il primo intervento entro trenta giorni, i 1.200 € si scomputano interamente. Un primo intervento sta di norma fra 4.000 e 8.000 €, IVA esclusa: la cifra esatta è nel documento, non a sorpresa dopo. Se dai numeri non conviene, nel documento c’è scritto anche quello.
  • Pagamento a consegna avvenuta, non all’ordine.

Se il conto non torna, la fattura non parte.

Se dalla rilevazione non emerge un recupero di almeno 3.600 € l’anno — tre volte il costo dell’audit — il documento ve lo lascio comunque e non vi fatturo nulla. Il calcolo è in nota, riga per riga: se non siete d’accordo con i miei numeri, decidete voi, non io. È scritto nella lettera d’incarico, non solo su questa pagina.

Non si paga nulla per parlarne, e alla fine della call sapete se ha senso o no.


Chiarezza

A chi non serve, e cosa non faccio.

Metterlo per iscritto prima serve a voi quanto a me.

A chi non serve.

Se siete meno di cinque persone, il volume ripetitivo non basta a ripagare l’audit: scrivetemi fra un anno. Se cercate qualcuno che vi cambi il gestionale, o che vi metta l’AI ovunque perché va di moda, non sono io. Se avete già un responsabile IT interno che ha mappato i processi, il mio documento vi dirà cose che sapete già.

  • Non tocco gli invii telematici verso l’Agenzia delle Entrate.
  • Non sostituisco il vostro gestionale e non vi chiedo di cambiarlo.
  • Non automatizzo nulla che richieda un giudizio professionale. Quello resta vostro, e nel documento è scritto esattamente dove.
  • Non seguo più di un intervento alla volta. Se sono occupato ve lo dico, con la data in cui mi libero.

Le domande che mi fanno sempre

Quattro obiezioni, con la risposta scritta prima che me le facciate.

“E i dati dei nostri clienti?”

Durante la rilevazione non accedo ai vostri sistemi e non ricevo un solo nominativo: parliamo di come lavorate, non di chi seguite. Se poi passiamo all’implementazione, prima di toccare qualsiasi cosa firmiamo la nomina a responsabile del trattamento; i dati restano sui vostri server o su infrastruttura europea a vostra scelta, e nel documento c’è scritto chi accede a cosa e cosa resta tracciato.

“Poi restiamo legati a voi.”

No. Quello che costruisco resta vostro: codice, credenziali e documentazione ve li consegno alla fine dell’intervento, e sono scritti perché un altro fornitore possa proseguire senza di me. Se sparisco domani, lo studio continua a lavorare.

“E se la macchina sbaglia? La firma è mia.”

Per questo non automatizzo niente che richieda un giudizio professionale. Le automazioni che costruisco preparano, ordinano e propongono: l’ultimo clic prima di qualcosa che porta la vostra firma lo fa sempre una persona. Nel documento è scritto, per ogni processo, dove si trova esattamente quel clic.

“Il nostro studio funziona diversamente.”

Probabile: per questo non vi vendo un pacchetto. I minuti sui processi li mettono i vostri collaboratori con il questionario, non io con una media di settore. Se dopo la prima call risulta che il vostro modo di lavorare non ha abbastanza ripetizione da automatizzare, ve lo dico prima di partire.


Chi c’è dietro

Una persona sola, ed è un vantaggio.

Sono Nicolò Motta. Costruisco software di automazione per processi amministrativi: l’ultimo è Sollecita, un sistema che gestisce da solo il recupero delle fatture insolute — sequenze di sollecito, tracciamento degli incassi, registro delle azioni a norma. Il link è lì: guardatelo, è la cosa che ho fatto.

Non ho una struttura da mantenere, quindi non ho nessun motivo per vendervi un progetto più grande di quello che vi serve. Parlate direttamente con chi scrive il codice: quello che vi prometto in call è quello che vi ritrovate poi nello studio.

Non ho ancora casi pubblici su studi commercialisti: sto costruendo questa parte adesso, e per i primi studi lo dico apertamente invece di riempire la pagina di loghi. Quello che posso mostrarvi è il software che ho già scritto e i conti che vi rifaccio nei primi quindici minuti di call. Se non bastano, è giusto che non ci lavoriate.

Primo passo

Quindici minuti, e sapete se ha senso.

Scrivetemi due righe: quante persone siete e qual è il lavoro che vi porta via più tempo. Vi rispondo con due o tre orari possibili. In call vi faccio tre domande, poi vi dico se ha senso — anche quando la risposta è no.

Rispondo entro un giorno lavorativo, sempre io. Se preferite il telefono chiamate pure: se non rispondo sono in call, vi richiamo in giornata.

Prendiamoci quindici minuti